Massimo Riccardi

Tenica

TimeLapse 3 – Ghiaccio

by Massimo Riccardi on giu.10, 2010, under Tenica, TimeLapse

Leave a Comment :, , more...

TimeLapse 2 – Vesuvio

by Massimo Riccardi on giu.10, 2010, under Tenica, TimeLapse

Leave a Comment :, , , more...

TimeLapse 1 – Nuvole

by Massimo Riccardi on giu.10, 2010, under Tenica, TimeLapse

Leave a Comment :, , , more...

Aumentare la gamma dinamica

by Massimo Riccardi on giu.16, 2006, under Tenica

Propongo una interessantissima lettura di un articolo su come aumentare la gamma dinamica con Photoshop cs2.

Buona lettura clicca qui.

Leave a Comment : more...

Esperimento Lunare…

by Massimo Riccardi on giu.09, 2006, under Tenica

Ho provato a scattare delle foto della luna avvicinando l’obiettivo della mia Nikon Coolpix 4300 all’oculare del telescopio Yili 76700 e questi sono i risultati…

Considerando che non ho usato nessun anello di raccordo e il telescopio non è un vero e proprio gioiello, credo che il risultato non sia malvagio…

Leave a Comment : more...

Un pò di fisica…

by Massimo Riccardi on mar.17, 2006, under Tenica

Temperatura di colore

Differenza tra occhio e pellicola.
L’occhio umano non fa molta differenza tra la luce naturale e la luce artificiale, generalmente la percepisce di colore bianca o comunque nota piccole differenze tra di esse.
Questo avviene grazie al cervello che compie un aggiustamento del colore della luce.
Il comportamento della pellicola invece è molto diverso: essa impressiona un colore a seconda della taratura di riferimento per cui è stata costruita ad esempio per luce diurna, per luce al tungsteno e così via, senza lasciarsi ingannare da suggestioni o abitudini dettate dal cervello.
Questo è il motivo per cui controllando a posteriori le fotografie, vediamo tonalità di luce diversa rispetto a quanto avevamo visto in fase di ripresa.
Se ad esempio fotografiamo lo stesso muro bianco in fasi diverse della giornata notiamo che le foto hanno una dominante di colore differente, ad esempio:

  • una foto scattata in prima mattinata avrà una dominante azzurra.
  • una foto scattata a mezzogiorno avrà dominante neutra.
  • una foto scattata nel tardo pomeriggio avrà una dominante rossastra.

Durante l’arco della giornata la componente spettrale della luce del sole cambia continuamente e di conseguenza cambieranno anche le dominanti delle foto scattate, anche se in genere il nostro cervello ci illude che la cule sia sempre o quasi sempre bianca.

A mezzogiorno la temperatura di colore della luce raggiunge il valore di 5600 K, coincidente con la temperatura di taratura delle pellicole Daylight.
Le pellicole per luce artificiale sono al contrario tarate per vedere bianca una luce avente una temperatura di colore pari a 3200 K (temperatura di colore di una lampadina incandescente a filamento di tungsteno).

Ecco perché se fotografiamo una lampadina ad incandescenza con una pellicola Daylight abbiamo una dominante, rossa mentre se fotografiamo di giorno con una pellicola per luce artificiale abbiamo una tonalità azzurra.

Ovviamente queste regole valgono anche per la fotografia digitale, non a caso nei vari menù delle fotocamere sono presenti delle regolazioni per il tipo di luce.
Spesso si tende infatti a sfruttare queste dominati per trasmettere in modo accentuato una particolare atmosfera.
TEMPERATURE DI COLORE DI ALCUNE SORGENTI LUMINOSE

Luce del sole a mezzogiorno 5400 – 5600 K
Sole nascente o sole calante 2000 – 4500 K
Sole e cielo blu 6000 – 6500 K
Cielo completamente coperto >6500 K
Lampada ad incandescenza 2500 – 3200 K
Lampada ai vapori di mercurio 3000 – 3500 K
Lampada ai vapori di sodio 2000 – 2500 K
Lampade alogene 3200 – 4300 K
Lampade fluorescenti > 6000 K
Flash 5500 – 6000 K
Proiettore di diapositive 3500 – 4000 K

Leave a Comment : more...

Post Produzione: Correzione dell’ Inquadratura

by Massimo Riccardi on mar.02, 2006, under Tenica

Spesso purtroppo ci troviamo in condizioni difficili e non sempre riusciamo ad ottenere in fase di scatto l’inquadratura che desideriamo.

Quante volte ci è capitato che nell’inquadratura ci sia un particolare che distoglie l’attenzione dal soggetto principale, compromettendo la composizione….

Beh in questi casi, se è possibile cercate di scattare la foto con un campo di copertura più grande della composizione finale che desiderate ottenere, in questo modo sarà più semplice operare in fase di post produzione.

Ricordate sempre una regola della post produzione: “E’ molto più semplice rimuovere un qualsiasi elemento di disturbo che ricreare ciò che ci interessa” .

Immagine Originale

Immagine Finale

Come si può notare, l’immagine originale contiene in basso a sinistra dei fiori che rendono meno armonica la composizione, non solo alla sinistra del primo fiore in alto sinistra c’è un bulbo secco che è stato rimosso nella fotografia finale.

Con la rimozione di questi elementi di disturbo la composizione finale risulta essere più armoniosa e il fotogramma è riempito con i soli elementi che desideravo “immortalare”.

E ancora…

Immagine Originale

Immagine Finale

Come si può notare in basso a destra c’è un bruttissimo elemento di disturbo che ho dovuto forzatamente far rientrare nella composizione perchè ero attratto dalla nuvola in alto a destra.

Il risultato finale è stato ottenuto con Photoshop usando il tool “Timbro Clone”.

Ho semplicemente clonato la porzione di cielo intorno all’elemento di disturbo e l’ho quindi ricoperto con la selezione fatta.

Questa operazione è molto comoda anche per eliminare delle imperfezioni dovute alla polvere che a volte copre l’ottica della fotocamera.

Un Saluto

Massimo

Leave a Comment : more...

Medio Formato

by Massimo Riccardi on feb.14, 2006, under Tenica

Le medie formato

Difficilmente chi frequenta un corso base possiede o utilizza un banco ottico (fotocamera interamente modulare i cui elementi sono mobili) né una medio formato, ma per esigenze di completezza è opportuno prendere in considerazione quest’ultima tipologia anche se brevemente.

A sinistra una 6X6, a destra una 6X7

Il loro nome deriva dalla pellicola utilizzata, la cui grandezza è a metà strada fra quelle destinate al banco ottico (10×12 , 13×18 e 20×25 cm) e la consueta pellicola perforata per le 24×36. Producono fotogrammi che variano da 4,5×6 cm., a 6×6, a 6×7 ed utilizzano pellicola in rullo chiamata abitualmente 120.

Spaccato di una HasselbladLa più nota fra queste fotocamere èla Hasselblad, se non altro perché un esemplare rivisto e adattato fu lasciato da Edwin Aldrin sulla Luna. Esistono modelli reflex ed a telemetro. Nelle reflex l’immagine viene osservata direttamente sul vetro smerigliato, per questo apparirà invertita specularmente, cioè destra-sinistra. Rispetto alla reflex 35 mm. che conosciamo già, manca il pentaprisma, in questo caso applicabile come accessorio: per il resto una camera obscura dotata di un obiettivo ed un vano alloggiamento per la pellicola sul lato opposto.

Corredo base di una fotocamera reflex medioformato Da notare che queste camere, decisamente professionali non solo per il costo, generalmente dispongono di due otturatori: quello vero e proprio che determina l’esposizione posto all’interno degli obiettivi detto otturatore centrale, ed uno a tendina, posto sul piano focale per consentire di cambiare le ottiche senza far prendere luce alla pellicola.

Esploso di un magazzino portapellicolaLa pellicola non viene montata direttamente sul corpo ma in appositi magazzini intercambiabili che consentono di passare agevolmente da una pellicola all’altra durante la stessa seduta di lavoro: dal b&n al colore, dal negativo alle diapositive o semplicemente di disporre di uno o più magazzini sempre pronti, senza doversi fermare per ricaricare l’apparecchio.

Con questo tipo di fotocamera si può agevolmente passare da una pellicola all'altra anche a metà rullo

Notevole la possibilità di montare dorsi Polaroid che consentono di realizzare test di ripresa per valutare la composizione, l’esposizione, il bilanciamento delle luci ecc. Verificata la bontà dello scatto basta sostituire il dorso polaroid con un magazzino pellicola ed eseguire la ripresa vera e propria.

Dorso Polaroid per la verifica dei parametri di ripresa

Articolo tratto da (Internetcamera)

Leave a Comment : more...

Reflex o telemetro?

by Massimo Riccardi on feb.14, 2006, under Tenica

Visti i componenti e le funzionalità essenziali del sistema reflex e di quello a telemetro possiamo affrontare un parallelo: il confronto consente di anticipare difficoltà e inconvenienti che s’incontreranno nella pratica fotografica. A volte, ho assistito a dispute lancia in resta circa la presunta superiorità di un sistema sull’altro; a mio avviso la loro destinazione d’uso non è equivalente, quindi la diatriba lascia il tempo che trova: reflex e telemetro identificano piuttosto due modi diversi di intendere la fotografia e questo è piuttosto il motivo di certe discussioni. Venendo al confronto, la differenza fondamentale da cui derivano una serie di peculiarità è appunto lo specchietto: questo consente nella reflex di vedere attraverso l’obiettivo utilizzato in quel momento, ciò significa una grande precisione nel comporre l’inquadratura, almeno nella maggior parte dei modelli: sul vetrino smerigliato si può osservare quasi tutta l’immagine che finirà sul fotogramma, generalmente un valore attorno al 95%, e solo i modelli di punta delle varie case consentono l’osservazione del 100%. Lo scarto è irrisorio, soprattutto se si considera che proprio quella parte di fotogramma non vista, sarà esclusa in sede di stampa per motivi tecnici, e nel caso delle diapositive, sarà coperta dal telaietto. La visione del 100% dunque è indispensabile solo a professionisti particolarmente attenti o nel caso di impieghi specialistici.
Bisogna anche considerare che le diverse lunghezze focali, ed i filtri, producono effetti direttamente valutabili sul vetrino smerigliato, così come la profondità di campo generata dal diaframma impostato (almeno su quei corpi macchina che prevedono il relativo comando); tutto ciò non è visibile con le telemetro.
Errore di parallasse del telemetro Anche nei casi della macrofotografia e dell’applicazione di corpi macchina a microscopi e telescopi il sistema reflex offre innegabili vantaggi su quello a telemetro, la cui visione “a traguardo” attraverso una finestrella richiede una certa esperienza per previsualizzare quale sarà l’effettivo risultato delle scelte operate. Tra l’altro, il fatto che l’asse della finestra di traguardo sia spostato rispetto a quello dell’obiettivo, può determinare un errore di inquadratura, detto errore di parallasse, nelle riprese ravvicinate. Anche se l’inconveniente è corretto da cornici luminose che si spostano nel mirino man mano che si mette a fuoco sempre più vicino, rimane un errore di prospettiva: l’occhio del fotografo non vede esattamente quello che vede l’obiettivo.

Tali cornici luminose variano di grandezza con le ottiche impiegate, generalmente per gli obiettivi 35 mm, 50, 90 e 135, per indicare quale parte di ciò che si vede dalla finestra finirà sul fotogramma; con focali più lunghe l’area selezionata sarebbe troppo piccola per essere di ausilio, mentre con obiettivi più corti il campo è più largo di quello fornito dalla finestra. In questo caso esistono mirini aggiuntivi da montare sulla fotocamera.

Movimento dello specchio nella reflexFin qui i vantaggi offerti dallo specchio; al momento dello scatto esso viene spinto verso l’alto, proprio un attimo prima dell’apertura delle tendine. Tale movimento produce nel corpo macchina uno sciame di vibrazioni che possono compromettere la qualità dell’ immagine; il fatto risulta particolarmente evidente con i tempi di esposizione medi e lunghi. In alcuni casi il “clac” dello specchio risulta fastidioso, si pensi a riprese eseguite su set musicali o cerimonie, e comunque in tutte quelle situazioni in cui la discrezione non guasta. Alcune reflex consentono il blocco dello specchio, ma in questo caso e indispensabile l’uso del cavalletto poiché il blocco determina un black-out. Anche nel caso in cui si insegue un soggetto in movimento il black-out imposto dall’esposizione risulta fastidioso. L’assenza dello specchio costituisce dunque un vantaggio in determinati tipi di riprese.

Nella reflex gli obiettivi subiscono una serie di compromessi: il problema maggiore si riscontra con grandangolari molto aperti, che non potendo rientrare nel corpo macchina per la presenza dello specchio necessitano di una progettazione specifica: è il caso dei retrofocus. La presenza del simulatore del diaframma può essere considerata un’ulteriore complicazione costruttiva, senza considerare che il più delle volte l’effettiva chiusura al valore impostato è approssimativa: questi inconvenienti non esistono nel sistema a telemetro i cui obiettivi risultano più leggeri e certamente più precisi, con una maggior replicabilità dei risultati.

In linea di massima possiamo dire che le reflex sono più versatili, più facilmente accessoriabili, più facili e più veloci da usare mentre le telemetro risultano più precise, essenziali e per tradizione anche più curate nei dettagli costruttivi. Va anche detto che una buona reflex non è necessariamente costosa, ma una buona telemetro si.

Articolo tratto da (internetcamera)

Leave a Comment : more...

Fuochi nella Notte…

by Massimo Riccardi on feb.14, 2006, under Tenica


Quante volte siamo rimasti affascinati dai fuochi artificiali.

Sono uno spettacolo senza tempo e senza età, che attre tutti adulti e bambini.

Quante volte mentre eravamo col naso verso il cielo, abbiamo pensato: ” Ah… Se potessi fotografarli !!! “.

Beh voglio darvi qualche diritta per realizzare questo desiderio.

Innanzi tutto servono i fuochi…

Alla prima festa patronale, fatevi trovare pronti con il necessario.

Materiale necessari:

  • Fotocamera (ovviamente).
  • Cavalletto.
  • Scatto flessibile o telecomando.

Se volete sperimentare portate anche un cappello.

Trovate una postazione per quanto possibile libera e sicura, montate il vostro cavalletto e puntate la fotocamera dove c’è una maggiore incidenza di esplosioni.

A questo punto bisogna settare la fotocamera:

Messa a fuoco impostata su infinito (ovviamente dipende dalla vostra distanza ma in genere è così). E’ Ottimale il caso in cui la vostra fotocamera abbia la possibilità di escludere l’autofocus in quanto ogni volta che scatterete una foto perderete del tempo prezioso a causa della messa a fuoco.

Tempi d’esposizione…

Beh questo dipende molto dalla sensibilità della vostra pellicola o della sensibilità simulata dalla vostra fotocamera digitale.

Io generalmente preferisco un tempo di scatto fisso di 1/2 secondo, per il diaframma lo faccio calcolare dal sistema utilizzando il sistema di scatto a priorità di tempi e uso come impostazione di sensibilità, valori tra i 200 e i 400 asa.

La scelta della sensibilità dipende molto anche dal contesto della scena ripresa, ad esempio se ci sono molte luci di fondo consiglio un valore asa più basso e quindi meno sensibile per evitare una sovraesposizione della immagine (quando si dice foto bruciata).

Quando scattare…

Beh io scatto appena sento il botto…

In genere in 1/2 sec. si copre tutta la vita dell’esplosione…

Come scattare…

Assolutamente con lo scatto flessibile o col telecomando, se non volete che le vostre immagini siano tremolanti.

Vi ho detto di portare un cappello…

Bene se volete sperimentare la magia della fotografia in posa B, vi serve un cappello.

Impostate la modalità posa B della fotocamera, col cappello coprite l’obbiettivo senza mai toccarlo, scattate la fotografia secondo le modalità indicate dal manuale della fotocamera…

E adesso appena sentite il botto scoprite l’obbiettivo, subito dopo la fine dell’esplosione ricopritelo.

L’effetto che avrete sarà tipo questo:

Quando sarete soddisfatti sbloccate la posa b della fotocamera.

Un saluto a tutti

Massimo

Leave a Comment : more...